Accertamento con adesione e acquiescenza – Riammissione alla dilazione – Novità del DL 24.6.2016 n. 113 conv. L. 7.8.2016 n. 160

L’art. 13-bis co. 3 del DL 24.6.2016 n. 113, conv. L. 7.8.2016 n. 160, ha previsto una riammissione al­la dilazione per i contribuenti decaduti da un piano di rateazione concesso ai sensi dell’art. 8 del DLgs. 19.6.97 n. 218, anche se le rate pregresse non sono interamente onorate al mo­men­to della richiesta.

Si rammenta che, per effetto dell’art. 8 del DLgs. 218/97 nella versione antecedente al DLgs. 159/2015, le somme derivanti da accertamento con adesione e da acquiescenza potevano essere rateizzate in un numero massimo di 8 rate trimestrali, elevate a 12 se superavano, nel complesso, i 50.000,00 euro. Nel sistema attuale, invece, se gli importi superano nel complesso i 50.000,00 euro, le rate possono al massimo essere 16 trimestrali.

Il contribuente decade dalla dilazione se non paga una rata successiva alla prima entro il termine per il versamento di quella posteriore, in sostanza entro il trimestre successivo. Come conseguenza di ciò, l’intero carico è riscosso, e sulle somme residue dovute a titolo di tributo è irrogata, unitamente alla cartella di pagamento, una sanzione pari al 60%, ridotta al 45% dal DLgs. 159/2015.

La formulazione normativa induce a sostenere che la riammissione, in costanza dei requisiti descritti, opera nel momento in cui, dopo la domanda del contribuente, venga accettata dall’Agenzia delle Entrate, a prescindere dal fatto che sia già stata notificata la cartella di pagamento, che sia stata chiesta e ottenuta la dilazione dei ruoli o che, addirittura, sia iniziata l’espropriazione con notifica del pignoramento.

Si ritiene che l’Agenzia delle Entrate non disponga di poteri discrezionali in relazione all’accogli­men­to della richiesta, potendola negare solo in caso di manifesta insussistenza dei requisiti di legge.

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